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Tutte le ultime notizie dalla delegazione regionale Puglia di Fondazione Italiana Sommelier

Gener@zione Vulture

30/03/2019
Fotografia
Appassionati, determinati e #volcanicinside: ritratto di un territorio attraverso gli occhi della nuova generazione.

Possiamo così tracciare l’identikit degli otto produttori 2.0, autodefinitisi “Generazione Vulture”: si tratta di un progetto nato dall’amicizia e dallo spirito di corpo tra le nuove leve di altrettante aziende vinicole, ed ha come obiettivo la promozione di un territorio dalla bellezza intensa ma ancora non conosciuto come meriterebbe. Siamo a nord della Basilicata, attorno al Monte Vulture, vulcano inattivo che caratterizza non solo l’orografia, ma anche la natura dei suoli, rendendoli particolarmente adatti alla coltivazione della vite. Le aziende, distribuite sul territorio, sono: Bisceglia con sede a Lavello, Carbone di Melfi, Martino di Rionero in Vulture, Elena Fucci ancora a Barile, Grifalco e Musto Carmelitano con sede a Maschito, Madonna delle Grazie di Venosa. Non si sono dati un riconoscimento giuridico, ma sono perennemente in movimento per far conoscere la loro terra e le loro produzioni vitivinicole, con lo spirito e la determinazione propri della giovinezza.
All’incontro di domenica 10 febbraio, nella luminosa sala del Vinilia Wine Resort, ospiti della delegazione messapica della Fondazione Italiana Sommelier, hanno preso parte in tre, in rappresentanza dell’intero gruppo: Elena Fucci, Luca Carbone e Viviana Malafarina, che, tra gag improvvisate e approfondimenti molto dettagliati, hanno presentato le aziende ed i vini anche dei loro compagni di viaggio, con la sapiente guida di Luca Busca, relatore di Fondazione Italiana Sommelier.
Vitigno protagonista, ovviamente, l’Aglianico del Vulture, noto anche come “Barolo del sud”, potente per struttura, tannino ed estrema mineralità, caratteristiche comuni a tutti gli otto vini degustati, con delle differenze dovute alla diversa tipologia di terreni, che variano a seconda anche dell’altitudine, dai 400 m di Venosa ai 600 di Barile, con suoli di sabbia lavica, altri di marne e ancora arenarie.
Grifalco e Titolo 2016, Messer Oto, Serra del Prete e Gudarrà 2015, Stupor Mundi 2014, Martino e Basilisco 2012: ogni sorso un invito al viaggio, a cinque grappoli!
 
Ilaria Oliva
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